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“Demente”, “Cazzaro”, “Deficiente” ? Ecco la realtà.

terroristaHo sempre sognato di poter vivere la mia vita nella mia città.

Di poter avere dei figli e farli crescere dove sono cresciuto io.
Di trasmettergli i valori che mia madre e mio padre mi hanno trasmesso.
Il valore della verità e il valore del dubbio.
Ogni mia energia è rivolta all’obiettivo di poter consegnare ai miei figli un mondo nel quale poter dire la verità.
Dove poter esprimere il proprio dubbio.
Dove criticare, pensare, riflettere siano azioni vive.
Azioni quotidiane ritenute necessarie e non azioni proibite.
O, peggio, azioni da condannare.
Dove l’ipocrisia venga trattata per ciò che è : viltà.
Dove la manipolazione dell’informazione in malafede venga punita.
Dove il giornalismo sia raccontare i fatti, non il creare una squadra per difendere il potere.
Dove i giornalisti siano cani da guardia della democrazia, non scendiletto del potere.
Dove i giovani possano percepire un reddito di cittadinanza di 800 euro mensili e non siano costretti a creare fotomontaggi e screenshot tendenziosi nelle war room.
Vorrei che quando scriveranno qualcosa gli sia chiesta una spiegazione se lo scritto non risulti chiaro o non si sia capito bene il senso.
Vorrei che i miei figli vivessero in un mondo senza editori e scrittori senza scrupoli che sono disposti ad uccidere pur di un miserabile click che vale meno di 5 centesimi.
Vorrei che l’informazione non sia nelle salde mani di partiti e banche, un sistema criminale.
Ma purtroppo la strada da percorrere per raggiungere un mondo così è ancora lunga.
Perché in Italia l’ipocrisia la fa da padrone e non c’è spazio per la verità e nemmeno per il dubbio.
Ed è tutto questo che determina le reazioni scomposte, disordinate e volgari al mio post su Facebook di giovedì 23 marzo 2014.
Scritto alle 8 del mattino, momento in cui leggo un po’ di rassegna stampa.

Ho sempre creduto che la provocazione (e non la strumentalizzazione) sia un mezzo che debba guidare verso la riflessione.

In quelle poche righe, 13 per l’esattezza, non ho affermato niente di sconcertante.

13 righe hanno scatenato pagine e pagine di commenti, reazioni, articoli di giornale, titoli online e una quantità indecente d’insulti.

“Demente”, “Cazzaro”, “Deficiente”, “Eccentrico e arrivista”, “Incapace d’intendere e volere”, “Ti prego dimmi che non sei tu a scrivere i tuoi post sgrammaticati”, “Grazie a ciò che hai detto il Movimento 5 Stelle non governerà mai l’Italia”, qualcuno addirittura mi esorta a studiare “la storia d’indipendenza del Canada”, “Lo fai solo per visibilità”. Questi i più affettuosi.

Tutto questo senza che in quelle 13 righe ci fosse una parola scritta male, un pensiero illegale o una domanda illegittima.

Tutto questo senza nominare nemmeno uno dei numerosi condannati del PD, di NCD o di Forza Italia che ancora prende lo stipendio dalla Camera.

Senza dire una parola sulla situazione politica italiana.

Senza sbagliare di 10 miliardi di euro i conti sulla legge di stabilità, come ha fatto Renzi senza che nessuno gli dicesse neanche una parola.

Senza aver in alcun modo chiamato in causa ministri o capi di stato.

Ho semplicemente posto un quesito per stimolare la riflessione.

Una domanda!  Solo una domanda!

Mi sono chiesto se chi avesse sparato a quella povera gente in Canada, stesse rispondendo a delle logiche, ad una azione premeditata o piuttosto ad una terribile presa di coscienza di avere solo un modo, il modo più terribile e assurdo, per uscire dalla situazione disastrosa in cui si sentiva. O se si trattasse semplicemente del gesto isolato di un folle preso da un raptus omicida.

Insomma, mi sono chiesto PERCHE’? Perché fosse accaduto quel fatto terribile. Tra l’altro una domanda neanche tanto originale visto che l’aveva scritta anche Martin Armstrong (economista) sul suo blog qualche ora dopo di me.

Quando ho scritto erano le 8 del mattino, non avevo altre informazioni. Non si conosceva neanche il nome dell’attentatore.

E’ per questo che mi sono posto delle domande. Nessuno dovrebbe aver paura di farsi delle domande.

Un’altra era “A chi vanno attribuite le colpe?”.

E’ vero! Ho un brutto vizio, lo ammetto!

Sento continuamente il bisogno di andare a ricercare le cause dei problemi.

Se in Italia c’è la disoccupazione al 12,6% , mi chiedo il perché 

Se il formaggio fatto in Grecia costa meno di quello che fanno a 15km da casa mia, mi chiedo il perché.

Se il PD dice da anni di voler fare la legge sul conflitto d’interessi e poi non la fa, mi chiedo il perché.

Se i partiti vogliono privatizzare l’acqua nonostante il referendum del 2011, mi chiedo il perché.

Se esistono i terroristi, mi chiedo il perché.

Se esiste l’immigrazione, mi chiedo il perché.

Se Genova si allaga, mi chiedo il perché.

Se una domanda può scatenare tutto questo, allora significa che siamo oltre il regime.

E se avessi chiesto “Di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione?” cosa sarebbe accaduto?.

Perché secondo me si sono scatenati gli insulti?

Perché se non rifletti da tempo finisce che dimentichi come si fa e se qualcuno ti forza, ti PROVOCA, una riflessione e tu non riesci a farla, inizi ad usare le forme più vili di reazione…

Ma ormai, dopo quasi due anni abbiamo fatto il callo ad azioni violente premeditate da parte di mezzi d’informazione e troll nei nostri confronti. Soprattutto di quelli più esposti.

Ormai i giornali e i giornalai di regime hanno convinto anche me.

Noi siamo sempre gli alleati dei terroristi, vi ricordate?.

Noi vogliamo uscire dall’euro? Allora automaticamente diventiamo quelli pazzi che vogliono distruggere tutto.

Noi siamo gli ignoranti che non conoscono la costituzione.

Noi siamo quelli che offendiamo, insultiamo e diciamo sempre no.

Noi siamo i potenziali stupratori, vi ricordate?

Siamo sempre noi quelli che picchiano le donne in Aula?

Noi siamo quelli che si tagliano lo stipendio: una manica di cretini.

Noi siamo quelli che hanno rifiutato a 42 milioni di euro di finanziamento pubblico : dei coglioni.

Noi siamo quelli che invece di comprarci i voti a 80 euro vogliono restituire dignità ai cittadini con un reddito di cittadinanza mensile. Semplicemente idioti.

Noi vogliamo dare la sovranità monetaria al paese. Siamo proprio scollegati dalla realtà.

Noi vogliamo sapere cosa si dicono i 150 uomini più potenti del mondo, tra cui anche rappresentanti del popolo. Ma siamo dei complottisti (che vuol dire addirittura che siamo noi ad ordire il complotto).

Ricordalo, non dimenticarlo mai. Il vero nemico da combattere è il Movimento 5 Stelle.

I più viscidi e schifosi del paese siamo noi. Non chi ti ha fatto credere per anni che Berlusconi fosse il problema e poi ci si è alleato. Quelli so bravi. I malamente sono quelli del Movimento 5 Stelle.

Ricorda che Beppe urla e Casaleggio è brutto e ha i capelli lunghi.

Ricorda che mentre ti starà bruciando casa noi verremo a svegliarti urlando “A fuoco! A fuoco!”.

Ricorda di rispondere “Urli troppo! Non sai comunicare! Mi spaventi.”.

Ricorda tutto questo quando alla prossima elezione ci saranno due fazioni da scegliere.

Da un lato il Partito Nazionale e dall’altro il Movimento 5 Stelle.

Che poi immagina se lo avessimo scelto noi un nome come “Partito Nazionale”, gli accostamenti al Partito Nazionale Fascista si sarebbero sprecati.

E quindi, per concludere, avete ragione.

Io lo so bene.

Avrei potuto decidere diversamente. In questa e in altre occasioni. Avrei potuto decidere di non partecipare al meetup nel 2006. Avrei potuto vedere la mia città in continuo degrado e decidere di stare a guardare. Avrei potuto decidere di non raccogliere l’olio esausto ai gazebo la domenica mattina. Avrei potuto decidere di non candidarmi e lamentarmi per il resto dei miei giorni. Avrei potuto decidere di guadagnare 20mila euro al mese e farmi i cazzi miei. Ma non l’ho fatto.
Mi prendo volentieri i vostri insulti, fanno capire ancora meglio di chi ci si può fidare e di chi no.
Tuttavia posso solo immaginare la pressione che i media corrotti, la tv, la carta stampata esercitano sulle vostre menti e sulle vostre coscienze ogni giorno. Da anni.
Del resto hanno deciso di ucciderci. Perché “Anche le parole possono uccidere” come recita la campagna lanciata da “Avvenire” alla Camera proprio il 23 ottobre alle 12, poche ore dopo il post in questione, alla presenza della Presidente Laura Boldrini.
Campagna alla quale aderisco con l’hashtag #migliorisipuò
Mi scuso se, cercando delle risposte, vi ho creato problemi.
Concludendo. Mi hai criticato. Hai letto qualsiasi alterazione del mio messaggio. Hai letto la versione di tutti gli altri che non siano me. Hai letto i commenti e i tweet. Ora hai anche questa versione. Se pensi che la libertà di opinione e di espressione siano diritti fondamentali, se pensi che l’articolo 21 della Costituzione valga per tutti i cittadini italiani, allora diffondi questo messaggio a tutte le persone della tua rete. Fai qualcosa tu. Ad maiora.
PS: 13 righe di post hanno scatenato centinaia di pagine di commenti, ovviamente nessun giornalista si è degnato di farmi una telefonata prima di scrivere su di me. Ad eccezione di uno soltanto.
Carlo Sibilia
www.carlosibilia.it/

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