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M5S, online il “Sistema operativo”: applicazione per emendare le leggi

Sistema-operativo-M5SIl leader del Movimento 5 Stelle arrivato a sorpresa a Palazzo Madama ha presentato lo strumento per la partecipazione dal basso. A lungo promesso dal leader, è stato lanciato in via sperimentale.

E’ online l’applicazione del Sistema Operativo del M5S che permette agli iscritti certificati entro il 30 giugno 2013 di discutere on line le proposte di legge di iniziativa parlamentare. Ad annunciarlo è stato lo stesso Beppe Grillo, in conferenza stampa a Palazzo Madama. Dopo le polemiche sui ritardi della presentazione degli strumenti per la democrazia diretta, il leader del Movimento 5 Stelle annuncia l’arrivo dell’applicazione per la partecipazione dal basso. Un primo passo per quella partecipazione a lungo promessa. “E’ un sistema semplice”, ha spiegato. Ancora non è possibile proporre nuove leggi e non è stata illustrato il sistema di policy, ovvero chi decide gli argomenti da discutere. “Sarà il secondo passo che elaboreremo”.

“La prima che verrà discussa e utilizzata come test – si legge sul blog di Grillo – è quella relativa alle ‘Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria’. Il funzionamento dell’applicazione è semplice. Il primo firmatario della proposta inserisce il testo di legge e determina un periodo di tempo per la sua discussione online. Gli iscritti possono intervenire indicando integrazioni, modifiche, obiezioni, suggerimenti o vizi di forma e votare gli interventi degli altri utenti. Il primo firmatario è incaricato di rispondere agli interventi qualora lo ritenga necessario e accogliere o meno le richieste presenti negli interventi durante il periodo di tempo stabilito per la discussione. Al termine di esso la legge, grazie agli interventi degli iscritti, avrà subito integrazioni, modifiche, tagli o sarà rimasta invariata. Quanto avvenuto sarà formalmente espresso dal primo firmatario nella ‘Relazione di chiusura‘. Al termine del processo la proposta di legge viene ufficialmente depositata in Parlamento. L’applicazione – sottolinea il blog – è in fase di test: segnalateci bug e malfunzionamenti, suggeriteci possibili miglioramenti, inviateci i vostri pareri”.

Redazione
Il Fatto Quotidiano 28.10.2013

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