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Questione ‘revocati’ nelle scuole, Sibilia interroga il ministro dell’Istruzione

Carlo Sibilia_caposele
Carlo Sibilia

Sulla base delle segnalazioni da parte di molti dipendenti della Pubblica Amministrazione e di alcuni attivisti docenti avellinesi, il deputato cittadino del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro per la Semplificazione e a quello dell’Istruzione sul deprecabile provvedimento adottato dal Governo ai danni dei cosiddetti “revocati”. “Si tratta – commenta il parlamentare avellinese – di quei dipendenti delle PA ed in particolare del personale e dei docenti della scuola pubblica che, compiuti i 65 anni di età, a febbraio scorso hanno chiesto ed ottenuto, come previsto dalla normativa, una proroga di 2 anni di permanenza in servizio. Ad agosto, invece, per effetto del DL 90/2014 la suddetta proroga è stata, appunto, revocata senza tenere conto delle conseguenze che si sarebbero riversate sui richiedenti”. “Tra l’altro, e non è di poco conto, osserviamo come questo Governo realizzi atti in netta contraddizione tra di loro come è per il gruppo dei Quota 96. In effetti, mentre per quest’ultimi è stato impedito il pensionamento nonostante avessero già da due anni maturato i diritti, per i revocati è stato imposto un pensionamento coatto senza tenere conto del fatto che moltissimi hanno pochi anni di contributi e famiglie monoreddito” – continua Sibilia, che conclude: “Si preannunciano evidenti azioni giudiziarie visto che la norma ha profili di incostituzionalità. Mi chiedo: ma che Stato è quello che discrimina e non si occupa delle storie personali? Che Stato è quello che costringe i suoi cittadini a denunciare i suoi provvedimenti ingiusti? La soluzione più giusta sarebbe quella di riconoscere i diritti acquisiti sia ai Quota 96 sia ai revocati anche perché ci sono ancora i tempi tecnici per farlo ma questo dipenderà dalla volontà politica e dall’accettazione del Governo a riconoscere i propri errori”.

Redazione
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