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EPB-TBM della HERRENKNECHT AG - Foto estrapolata dal video pubblicato su https://sites.google.com
EPB-TBM della HERRENKNECHT AG – Foto estrapolata dal video pubblicato su https://sites.google.com

La Campania Felix sta perdendo lentamente (ma neppure tanto) anche uno degli ultimi territori incontaminati. Tra eolico selvaggio, trivellazioni alla ricerca dell’oro nero e scippi di acque, l’Irpinia appare sempre più una terra di conquista, un territorio da saccheggiare. Ma non è finita, c’è ancora un altro spettro che aleggia da circa vent’anni e che è diventato una triste realtà: la Pavoncelli Bis, una “grande opera” che qualcuno ha paragonato alla TAV. Innanzitutto, che cos’è la Pavoncelli Bis? Da circa vent’anni è in progetto la costruzione di una galleria lunga 10 chilometri, parallela alla Pavoncelli. Quest’ultima è la galleria principale dell’Acquedotto Pugliese, tra i primi Acquedotti al mondo per capacità di portata e lunghezza, che parte da Caposele (AV) e giunge a Santa Maria di Leuca (LE) rifornendo di acqua 4 milioni di abitanti tra Campania, Puglia e Basilicata. La Pavoncelli Bis dovrebbe servire a by passare il tratto di galleria che va da Caposele a Conza della Campania (AV), al fine di consentire interventi di manutenzione per supposti danni conseguenti al sisma del 1980. In realtà quest’opera fu proposta dall’Acquedotto Pugliese già negli anni ’70 e il primo cantiere della galleria fu interrotto nel 1992 per il rinvenimento di una falda acquifera di 700 l/s. Nel 2007 il Commissario Straordinario validò un nuovo progetto esecutivo, ordinanza poi annullata dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche su ricorso di alcuni Enti Irpini, tra cui il Parco Regionale dei Monti Picentini, nel quale si trova proprio il Comune di Caposele. La pronuncia fu confermata in seguito anche dalla Cassazione. Nel 2009 il Governo Berlusconi rilanciò di nuovo la costruzione della Pavoncelli Bis motivandola con lo stato di emergenza per la vulnerabilità sismica della galleria Pavoncelli. Nonostante i pareri negativi, una Commissione del Ministero dell’Ambiente emise parere favorevole di compatibilità ambientale rinviando, _DSC0844paradossalmente, alla fine dei lavori la valutazione completa ed esaustiva sul deflusso minimo vitale del fiume Sele, sul bilancio idrico e su tutte le conseguenze ambientali dell’opera. Attualmente i lavori di preparazione al cantiere sono in fase avanzata nonostante manchi ancora la sentenza definitiva sulla questione Pavoncelli Bis da parte del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (che accorpa i quattro procedimenti promossi da Ato Calore Irpino, Parco dei Monti Picentini e Provincia di Avellino). Il costo di questa galleria, ritenuta l’opera infrastrutturale più grande del Meridione, è stimato intorno 160milioni di euro. Malgrado i possibili danni ambientali arrecati da quest’opera, viene presentata da chi è favorevole (in primis l’Amministrazione locale e l’Aqp) come una “boccata di ossigeno”, come un volano dell’economia locale in un momento di crisi economica globale. E’ veramente triste che venga utilizzata la promessa di un lavoro (magari per pochi mesi) per creare consensi a discapito dell’ambiente, del territorio e del futuro nostro e delle nuove generazioni. Se il vero motivo che induce alla realizzazione di questa nuova galleria è quello di apportare interventi di manutenzione a quella già esistente, si potrebbe tranquillamente garantire l’approvvigionamento idrico, durante il periodo necessario alla suddetta manutenzione, utilizzando il potabilizzatore dell’invaso di Conza della Campania e l’attuale by-pass già esistente sulla galleria.

caposele5stelle

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