Settanta milioni di euro buttati. Dovevano servire a portare ovunque, in Italia, la raccolta differenziata. Ma sono finiti nelle casse senza controllo della Protezione Civile di Guido Bertolaso. Oppure sono rimasti inutilizzati. La denuncia in un rapporto della Corte dei Conti.
amministratori. Il ministero dell’Ambiente, spiega il rapporto, non solo non ha mai pubblicato un bando per assegnare le risorse, ma per ben due anni si è dimenticato pure di deliberare come avrebbe voluto usare quella cassaforte. Così i soldi destinati a “promuovere interventi di riduzione e prevenzione della produzioni di rifiuti e per lo sviluppo di tecnologie di riciclaggio” sono stati buttati.L’unica annata d’oro, in cui le spese non sono mancate, è stata il 2008. Quando, con tre provvedimenti d’urgenza firmati di suo pugno, l’ex premier Silvio Berlusconi ha prelevato da quel conto 14 milioni di euro da inviare in Campania e a Orbetello per “l’emergenza rifiuti” e sei milioni da dare a Palermo per sgomberare i cassonetti della città. Fra le righe si sono infilati anche 162mila euro per la bonifica – mai avviata – della Maddalena, affidata al cognato del plenipotenziario Guido Bertolaso, allora alla guida della Protezione Civile, unica vera destinataria di tutti quei soldi.
Il problema, scrivono i giudici, è che nella contabilità speciale dei commissari e delle loro macro-strutture, dei finanziamenti si è persa ogni traccia, così che non c’è stato alcun «monitoraggio del processo di erogazione dei fondi pubblici da parte del Ministero».
Qualche buon proposito, in realtà, c’è stato. Ma è rimasto tale. Sempre nel 2008 Basilicata, Molise e Sicilia hanno firmato solenni accordi coi funzionari dell’Ambiente per gestire sette milioni di euro in piani scritti apposta per migliorare il sistema di raccolta dei rifiuti, onorando così lo scopo per cui quegli investimenti erano stati inventati. Grandi accordi rimasti tali: di operativo, in cinque anni, non s’è visto nulla. Solamente il 30 per cento dei finanziamenti è stato speso. Il resto giace ancora in cassaforte.
Solo nel 2012, scrivono i giudici, il ministero «ha mostrato uno specifico interesse a conoscere la gestione» del Fondo. Sono arrivati così tre nuovi accordi: con le amministrazioni di Roma, Napoli e Palermo, per avviare finalmente la raccolta differenziata. Anche qui, il passo dalla carta all’attuazione sembra arduo: l’unico Comune ad aver ricevuto l’anticipo previsto è stato quello di Roma. Gli altri due non hanno ancora presentato un progetto da finanziare. Andando a rafforzare l’idea dei giudici, secondo cui queste preziose risorse «non sembrano aver prodotto risultati concreti». In attesa delle prossima emergenza.
espresso.repubblica.it




