Evidenza Salute

India, storie di salvati dai farmaci a basso costo

Farmaci genericiA NEW DELHI TRA SOPRAVVISSUTI AL CANCRO E SIEROPOSITIVI CHE ESULTANO PER LA SENTENZA CONTRO LA NOVARTIS.

Per Sourabh Ghosh era una questione di vita o di morte. Dieci anni fa gli fu diagnosticata la leucemia, una malattia che spesso non perdona. Lo studente di Nuova Delhi, prima grazie ad una donazione poi grazie alla assicurazione medica mentre studiava negli Stati Uniti, riuscì a procurarsi un farmaco salvavita molto costoso prodotto da una casa farmaceutica svizzera. Ma quando nel 2008 fece ritorno in India gli dissero che avrebbe dovuto pagare il farmaco di tasca sua. Lo salvò un medicinale generico prodotto ad un costo molto inferiore da una casa farmaceutica indiana.
“Se non ci fosse stata questa alternativa per me sarebbe stato un disastro. Se avessi sospeso la cura avrei avuto una ricaduta e la leucemia si sarebbe rifatta viva”, dice Ghosh, oggi docente presso l’Istituto indiano di tecnologia. “Se non la si cura, la leucemia diventa aggressiva e il paziente muore nel giro di sei-otto mesi”. Sourabh Ghosh, 40 anni, lunedì era uno dei molti milioni di persone che in tutto il mondo hanno festeggiato una sentenza con la quale la Corte suprema indiana ha deciso di non concedere il brevetto ad una casa farmaceutica perché la concessione del brevetto avrebbe limitato le possibilità dei pazienti di procurarsi farmaci salvavita.
LA CORTE suprema, con una sentenza storica, ha respinto la richiesta di brevetto della Novartis per un farmaco che secondo la Novartis stessa cura la leucemia in maniera più efficace. Secondo gli attivisti la decisione della Corte suprema contribuisce a tutelare l’industria indiana dei farmaci generici che ha un giro d’affari annuo di circa 20 miliardi di euro e che garantisce farmaci salvavita a prezzi molto più abbordabili per i cittadini indiani e di altri Paesi in via di sviluppo. La controversia riguardante la Novartis, una multinazionale del farmaco con sede in Svizzera, risale a sette anni fa. Il Glivec considerato un farmaco molto efficace per la cura delle leucemie, costa 2 mila euro al mese mentre il generico viene venduto in India per circa 180 euro al mese. Pratibha Singh, avvocato della Cipla (azienda che produce farmaci generici con un fatturato annuo di 50 miliardi di euro), ha dichiarato che “la sentenza avrà ripercussioni non solo in India, ma anche in molti altri Paesi del-l’Asia, dell’Africa e dell’America Latina”. “Abbiamo combattuto questa lunga battaglia legale perché siamo convinti che i brevetti proteggano l’innovazione e i progressi della medicina,”, dice Ranjit Shahani,della Novartis India Limited.
Ma Kiran Hukku, dell’Associazione che aiuta i malati di cancro, ha dichiarato che negli ultimi tre anni la sua associazione ha contribuito a fornire farmaci generici a circa 5 mila malati che grazie a questi farmaci sono ancora vivi.
ANCHE Vikas e Preet Ahuja festeggiano la sentenza. Entrambi sono sieropositivi. Ricevono le medicine dalle strutture pubbliche indiane che li acquistano da case farmaceutiche che producono farmaci generici a prezzi molti inferiori rispetto al medicinale originale. Ahuja, contagiato da una trasfusione di sangue, invia regolarmente questi farmaci generici in Vietnam, in Cina e a Timor Est dove non sono reperibili. “Sarei morto da un pezzo se non mi fossi potuto curare con i generici. Se la Corte avesse deciso diversamente sarebbe stato un disastro per noi e per le future generazioni”.
 di Andrew Buncombe © The IndependentTraduzione
di Carlo Antonio Biscotto
Il Fatto Quotidiano 03.04.2013

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