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Il trionfo della logica

Benvenuti nella città dove lo spreco non c’è

Massarosa, vicino Lucca, è il trionfo della logica: fotovoltaico per bonificare la discarica di marmo e sorgenti che offrono acqua minerale gratis a tutti.

L’esatto punto geografico della virtù in politica si troverebbe tra il lago di Porta, quello di Massacciuccoli e le Alpi Apuane. Cresce, e speriamo si dilati, nel comune di Massarosa in provincia di Lucca, ventimila abitanti divisi in 16 frazioni, l’amministrazione più virtuosa, più capace, più efficiente, meno spendacciona che esiste in Italia. Insignita delle cinque stelle dal circuito dei comuni che fanno della virtù la ragione di vita, Massarosa diviene così la prima località politica di charme. Più che sul merito del titolo tributato da questo movimento, impressiona la radice del premio. Massarosa non è una città memorabile, chi la visita non va via tramortito dalle opere d’arte o dalla condizione urbanistica, dal paesaggio. Non ha orizzonti imperdibili da immortalare.
Alle spalle di Viareggio, nel continuo saliscendi tra collina e pianura, il paese si presenta come adagiato sui fianchi. Come un donnone di Botero, pingue di una condizione economica fiorente che naturalmente la crisi ha intaccato, ma che resiste alla depressione, alla devastazione sociale. A Massarosa hanno fatto tanto con poco, hanno sperimentato che grandi opere possono essere realizzate con l’astuzia dell’ingegno, e provato che più del cemento armato serve l’intelligenza, il buon uso delle risorse naturali, la prossimità ai bisogni del cittadino. Non è l’isola di Utopia, ma insomma chi abita lì ha la possibilità di intervenire nel governo del territorio, partecipare in qualche modo all’amministrazione comunale. Connessi via internet gli abitanti hanno la possibilità di dare e ricevere informazioni, allerte meteo, problemi da affrontare. La buca nel manto stradale della via comunale, piuttosto che il marciapiede sbrecciato, la segnaletica divelta, lo scolo delle acque inagibile. Con un clic tu segnali, e con un clic il comune riceve la tua nota, la smista all’ufficio competente e notifica l’identità del dipendente pubblico che sovrintende alla pratica. Piove e c’è rischio di alluvione? Con un clic il comune ti mette in allerta, oppure ti chiama a casa, se non sei connesso a Guardingo (questo il nome del tutor sociale), e spiega: la strada vicino casa tua è bloccata, occhio alla neve…
Sono sistemi informatici collaudati e a pochissimo costo, non rivoluzioni digitali, eppure qui funziona e altrove no. Perché? Il merito indiscutibile degli amministratori di Massarosa (per la cronaca di centrosinistra) evidenzia l’ignavia dei tanti che pur potendo non fanno. Non ci sono talenti in giro ma buone pratiche. Secondo esempio: il sole è un potente produttore di energia. In Salento i campi fotovoltaici sono stati impiantati, nella più spericolata e suicida deregulation, nei vitigni e tra gli ulivi; qui i pannelli sono invece serviti a risanare aree pesantemente inquinate. Massarosa aveva le scorie del marmo. Carrara è lì vicina e l’industria di trasformazione lascia ricordi indelebili. In una discarica è nato il campo fotovoltaico, costruito da una società in cui il comune ha una sua partecipazione. L’investimento, poche centinaia di migliaia di euro, ha permesso di ridare vita economica a un sito perduto offrendo all’ambiente un pericolo in meno e alla comunità una risorsa in più. Buon senso, nulla di sorprendente. Eppure il buon senso manca, l’altrove è un nido di opere insensate, di sprechi inconcepibili e lo stato del Paese è la testimonianza fertile della devianza politica. Il premio a Massarosa è  premio ala normalità. Le mense scolastiche che quotidianamente producono pasti in eccesso, che quotidianamente vengono mandati tra i rifiuti, lì servono invece ad aiutare chi è indigente. Nulla si spreca, e non c’è fatica a non sprecare. Sono una quarantina gli adulti che mangiano grazie ai bimbi. Pochi? E gli altri cosa fanno, quanti amministratori hanno cura della minestra pubblica abbandonata nelle pentole? Quanto è costata questa misura? Pochi spiccioli. E poco è stato necessario per far sì che l’assistenza agli indigenti, quella economica, fosse somministrata secondo un criterio più accettabile e verificabile dalla collettività. In luogo di soldi a pioggia, si sono prodotti dei buoni lavoro, dei piccoli voucher: il comune aiuta l’indigente, ma l’indigente aiuta la comunità con la sua opera di volontariato: cura la pulizia delle strade, svuota i cestini.
Sono atti minimi, ma di altissimo civismo. Come il riutilizzo delle sorgenti d’acqua. Costruite tre cabine di distribuzione, viene erogata gratis l’acqua liscia e a cinque centesimi a litro la gasata. Risparmio notevole  per le famiglie, decisiva riduzione di plastica e dei rifiuti. Massarosa finalmente dà testimonianza che non c’è bisogno di eroi, né di Napoleoni al municipio. Solo di gente sperabilmente onesta e con un po’ di sale in zucca. Purtroppo oggi questa sembra una rivoluzione.
V-Continua

Antonello Caporale
Il Fatto Quotidiano 09.12.12

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