Informazione News

L’altra casta la parentopoli dei burocrati in parlamento

Lucia Pagano nuovo segretario generale CameraNON SOLO PAGANO, FIGLIA D’ARTE: DALL’EX GENERO DI DE MITA ALLA FAMIGLIA LUSI.

Quando si dice che una carriera non nasce mai dal nulla. L’eco della nomina di Lucia Pagano a segretario generale della Camera ha portato con sé strascichi velenosi e rispolverato livori antichi. D’altra parte la casta, in Parlamento, non è certo solo quella composta da deputati e senatori. C’è anche l’altra, ben più solida, dei funzionari e dirigenti dei palazzi, categoria a cui appartiene anche la Pagano per lignaggio familiare. E dove le dinastie non mancano, anche se fanno meno notizia perché composte da persone che si muovono dietro le quinte, ma che – invece – amministrano un grande potere. E, soprattutto, un grande portafoglio. Si sa che la Pagano è non solo figlia d’arte (il padre, Rodolfo Pagano è l’ex capo servizio della Camera), ma anche moglie del capo del servizio informatica del Senato, Mauro Fioroni. Che a sua volta è cugino di Giuseppe Fioroni, deputato Pd cattolico di area franceschiniana, vero sponsor dell’intera operazione che ha portato la donna ai vertici di Montecitorio sotto l’egida dello stesso ministro Dario Franceschini. Un bel blocco di potere, a ben guardare (e non solo politico) di sicuro pari a quello che appartiene da anni alla famiglia Letta. Già, Guido Letta, cugino di Enrico e nipote di Gianni, Guido Lettaassunto alla Camera nel 2013, correva per la stessa poltrona poi finita alla Pagano, ma alla fine pare che sia stato proprio il suo pesante cognome a rappresentare l’ostacolo principale alla nomina. Renzi, si dice, non voleva un Letta in un posto tanto delicato in vista – soprattutto – delle prossime elezioni del capo dello Stato; meglio qualcuno politicamente più neutro. Più “democristiano”.
Già, i democristiani. Inossidabili. Inamovibili. Soprattutto eterni. E capaci di lasciare traccia del proprio passaggio anche oltre la propria vicenda politica personale. Per dirne uno: Ciriaco De Mita. Chi pensa che niente del “clan degli avellinesi” sia rimasto a dare le carte su poltrone che contano, si ricreda. Un superstite c’è. È Cristiano Ceresani, ex consigliere di Gaetano Quagliariello, oggi a capo dell’ufficio legislativo di Maria Elena Boschi. Un funzionario di alto lignaggio, dunque, che in tempi non sospetti andò a nozze con Simona De Mita. Poi il matrimonio è naufragato, ma il posto alla Camera, quello no è rimasto solido. Si sa, le unioni vanno e vengono e guai farne una colpa. Si può dire, per altro, che tra Camera e Senato le liaisons tra funzionari che poi sfociano in nozze sono parecchie, ma la parentela è altro. È quella, per dire, che aveva Francesco Petricone, consigliere parlamentare alla Camera sin dal 2000, con l’ex senatore Luigi Lusi; Petricone era il cognato, fratello di Giovanna Petricone, moglie di Lusi. Petricone, comunque, è entrato alla Camera prima di Lusi (eletto nel 2006), ma quando, invece, c’era già da tempo un altro pezzo forte di famiglia, ovvero Antonino Lusi, detto Nino, fratello maggiore di Luigi, oggi sindaco di Capistrello e fino al 2012 consigliere parlamentare al Senato. Oggi si può dire che la dinastia Lusi si sia quasi estinta, ma altre ne stanno nascendo sotto il sole dei palazzi della politica anche se nei concorsi interni, è bene sottolinearlo, è esplicitamente vietata la partecipazione a chi ha parenti (nel senso di consanguinei) già incardinati nei ranghi delle funzioni parlamentari. Però si sa, in Italia sono problemi che si superano. E anche con molta facilità. Il caso Pagano insegna. D’altronde, a contendere il posto alla Pagano, c’erano Giacomo Lasorella (fratello della giornalista Rai) e Fabrizio Castaldi, figlio di un consigliere della Camera.

Sara Nicoli
Il Fatto Quotidiano 11.01.2015

Lascia un commento