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TRIVELLAZIONI: Approvate proposte contenute nella Risoluzione #M5S

trivellazioni

In Commissione Ambiente abbiamo presentato una risoluzione (a prima firma Mannino) sulle #trivellazioni nei nostri mari e nei nostri suoli.

Oggi FINALMENTE dopo una lunga discussione, tra rinvii, ri-discussione-rinvii, audizioni e via di seguito si è giunti a conclusione!

Qual è stato il risultato?

Il #PD ha condiviso/sposato/assorbito molti dei nostri punti salienti della risoluzione pentastellata ed ecco che, grazie al #M5S sono state approvate due risoluzioni che impegnano il governo sul tema in manera chiara. Certo alcune cose non sono state approvate ma vigileremo affinché quanto fatto oggi diventi presto norma.

Nello specifico cosa ha preso il PD dalla nostra risoluzione:

1. divieto della tecnica della fratturazione idraulica;
2. presentare un disegno di legge che riordini le procedure autorizzative;
3. valutare la produttività dei giacimenti in esercizio vigilando sul fatto che le imprese responsabili mettano a disposizione risorse necessarie per finanziare il decommissioning delle piattaforme e per pagare le somme dovute a titolo di risarcimento dei danni ambientali provocati;
4. prevenire e minimizzare gli impatti causati da sostanze pericolose e dal trasporto idrocarburi via mare;
5. promuovere una strategia/normativa comune tra tutti i paesi che si affacciano nel mediterraneo
6. a verificare l’effettiva copertura economica dei titolari delle concessioni a copertura di eventuali incidenti
7. SOSPENDERE LE TRIVELLAZIONI IN ZONE A RISCHIO SISMICO, VULCANICO E TETTONICO
6. bloccare le attività in corso e impedire il rilascio di nuove autorizzazioni nelle zone di ripopolamento ittico
7. sottoporre le richieste di autorizzazione di nuove attività di prospezione che interessano zone di pregio economico/turistico ad una preventiva analisi dei costi/benefici
8. sottoporre le attività di ricerca, coltivazione e sviluppo di idrocarburi a controlli annuali da parte dell’Ispra, con costi a carico delle società concessionarie;
9. applicare agli impianti autorizzati o in fase di autorizzazione le procedure previste dalla direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali, grazie alle quali adottare ed imporre il rispetto di specifiche clausole di salvaguardia

Il Governo inoltre della nostra risoluzione ha accolto:

1. coinvolgimento di INGV, ISPRA e ARPA in tutte le fasi autorizzative
2. avviare canali diplomatici con tutti i paesi rivieraschi;
3. royalty destinate al ministero dell’Ambiente;
4. aumentare la sicurezza dei trasporti marittimi soprattutto nel mar Adriatico
5. effettuare analisi epidemiologiche, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, sullo stato di salute dei cittadini che risiedono in zone interessate da attività di estrazione e lavorazione degli idrocarburi;
6. adeguare i livelli di idrogeno solforato ai livelli indicati dall’OMS
7. garantire l’applicazione delle disposizioni relative allo smaltimento contenute nella normativa su “fanghi e fluidi perforanti”, anche per gli impianti offshore

La parte non accettata della risoluzione sulle “trivellazioni” riguarda:

1. l’iniziativa normativa atta a modificare e rivedere il decreto del ministiro dello sviluppo economico che ha ampliato la zona marina “C”
2. è stata bocciata la moratoria che avevamo posto nella risoluzione per le nuove attività di coltivazione di idrocarburi nel mare e in terraferma
3. estendere il concetto di riserva marina anche ai bassofondi ed ai banchi marini del Mediterraneo
4. avevamo posto in essere anche l’autorizzazione alla VIA per le fasi di manutenzione ordinaria che sono la causa dell’80% degli sversamenti in mare….

Un peccato, davvero insopportabile sentir dire che non è stata una bocciatura normativa ma una mera scelta politica… il dado è tratto come al solito!

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