Riceviamo e pubblichiamo la nota del costituendo Forum ambientale dell’Appennino meridionale:
indiscriminati e mancata tutela delle aree di ricarica delle sorgenti, depurazione assente o inadeguata, perdite degli acquedotti e a diffondere le sue proposte come il Contratto di fiume per il Calore, la definizione del deflusso minimo vitale e dei trasferimenti, il riammodernamento delle reti idriche. A promuovere l’iniziativa di Piccoli paesi e del Comitato di S. Angelo d. L. che, dopo aver sollevato la questione dell’elettrodotto di fronte all’Abbazia del Goleto, a Cairano hanno presentato “Salviamo il paesaggio rurale dell’Alta Irpinia”. A dare voce a Madre Terra di Flumeri che esprime la preoccupazione della comunità per l’impianto sperimentale per l’accumulo di energia elettrica di Terna, la sottostazione,
nuovi elettrodotti e per le modalità di mancata partecipazione della collettività. Ad approfondire gli studi di Ambiente e Salute che, dopo nove anni dall’incendio dell’IRM di Manocalzati ricorda l’esigenza, disattesa, di un piano di monitoraggio delle matrici ambientali e, dopo aver collaborato con il CNR nello studio sugli inquinanti nel nucleo industriale di Pianodardine, promuove la costituzione di una rete di associazioni nella Valle del Sabato. Ad attuare il Biodistretto dei monti Picentini, il riconoscimento dell’Area Mab Unesco, la bonifica dell’intero bacino idrico della Piana del Dragone e la mappatura degli sversamenti in montagna partendo dalle aree demaniali promosse dall’Albero Vagabondo. A sostenere No Trivellazioni Petrolifere sollecitando una strategia di intervento per finalizzare i finanziamenti a tutela e salvaguardia del territorio e un piano paesaggistico per il territorio. Così come i No petrolio Alta irpinia che hanno sollevato la questione del petrolio facendo deliberare le amministrazioni e il Coordinamento no Triv nel diffondere l’Oro vero, documentario sulla resistenza contadina. A far percepire la necessità di un piano energetico regionale promosso dal Comitato no Eolico Selvaggio di Bisaccia che, invitando a un adeguamento dell’IMU e al giusto compenso per il vincolo imposto ai suoli agricoli, ricorda come in un’area in cui già insistono 200 pale eoliche e 43 in autorizzazione, Terna opera per la costruzione della terza sottostazione e di due elettrodotti, in aggiunta a quelli esistenti. A divulgare la petizione del Gruppo attivo Luciano Grasso di Caposele per la tutela e salvaguardia del fiume Sele che mira a verificare i fattori che hanno danneggiato la fauna ittica e chiede maggiori controlli, il monitoraggio periodico del minimo deflusso vitale e la bonifica dei rifiuti urbani e speciali.www.tusinatinitaly.it/




