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Viene il giorno

Angelino AlfanoEra il più impresentabile dei ministri nel governo Berlusconi, con i suoi lodi ad personam. Era il più impresentabile dei ministri del governo Letta, con l’immondo caso Shalabayeva. È il più impresentabile dei ministri nel governo Renzi, con la grottesca fuga di Marcello Dell’Utri.

Sì, perché Angelino Alfano ce lo portiamo dietro da un esecutivo all’altro – tra via Arenula e il Viminale – dimenticandoci allegramente ogni volta cosa aveva combinato e che poteri rappresentava in quello prima, riverginandolo quindi come statista, uomo moderato, indispensabile alleato, ogni volta una finzione diversa per giustificare l’ingiustificabile.
E invece è sempre lui ed è sempre lì, Alfano, a fare favori agli amici, che sono anche loro sempre gli stessi, perché i governi passano e gli amici restano.
E forse viene il giorno in cui più nessun rassegnato realismo e nessuna necessità aritmetica riescono più a nascondere l’immenso imbarazzo (o vergogna?) che qualsiasi persona decente non può che provare, nel cuore, per stare al governo con uno così.

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