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Pavoncelli a rischio stop, è allarme

Farina_cetrulo fotoCaposele – Il sindaco Farina: preoccupati per la questione occupazionale, e non solo.Il consigliere Cetrulo: speriamo che i lavori vadano avanti. Sarebbe un enorme spreco di denaro

La questione Pavoncelli Bis ed il probabile stop ai lavori dal 1 aprile 2014 riapre il dibattito cittadino anche a Caposele dove l’amministrazione comunale conferma il suo parere positivo sull’opera e mette in risalto i risvolti negativi nel caso in cui cessino i lavori. Deciso l’intervento del sindaco Pasquale Farina. “La notizia della sospensione dei lavori della Pavoncelli Bis – commenta il sindaco Farina – è, chiaramente, un fulmine a ciel sereno che ci sorprende. Siamo stati sempre favorevoli alla Pavoncelli Bis per motivi ben chiari: in primis perché porta una buona occupazione su tutto il territorio e poi perché, con la centrale idroelettrica, per farina2Caposele, c’è un forte risparmio economico visto che c’è la copertura dell’energia elettrica per le strutture pubbliche.Ora la notizia della sospensione dei lavori mi fa fare delle considerazioni.
In primo luogo sono preoccupato per la questione occupazionale e poi mi domando perché uno spreco di denaro pubblico di 20 milioni di euro, quelli consumati fino ad oggi e che ne sarà della
macchina perforatrice che è già nel cantiere? Poi mi domando: come sarà ripristinato il forte impatto ambientale che si è creato in paese se i lavori saranno sospesi?
Spero che gli esponenti del Movimento 5 Stelle avranno una risposta a queste domande visto che da sempre fanno gli ambientalisti e sono contro la Pavoncelli Bis. Noi come amministrazione siamo certi che prevarrà il buon senso e che da Roma saranno prese le migliori soluzioni per il bene di tutti. A questo punto non ci resta che aspettare”.
A fare eco alle parole del sindaco è il consigliere delegato alla Pavoncelli Bis Pietro Cetrulo. “Non posso fare altro – spiega Cetrulo – che confermare il mio parere favorevole alla realizzazione della Pavoncelli Bis e sperare che l’opera non si blocchi e vada avanti con speditezza. Il tutto per evitare uno spreco di denaro pubblico e difficoltà all’occupazione sul nostro territorio. Ora, come amministrazione attendiamo che si decida il da farsi e speriamo che i lavori vadano avanti senza mai fermarsi”.

Redazione
Corriere dell’Irpinia 16.03.2014

«Pavoncelli bis, intesa per terminare i lavori»

Maurizio LupiBARI – Due fronti d’attacco. Obiettivo comune: il ministero alle Infrastrutture e chi lo regge, Maurizio Lupi. Oggetto: il rischio che un nuovo stop ai lavori della galleria Pavoncelli bis, opera di cui si parla ormai da un trentennio, produca danni nell’adduzione di acqua dalla Campania (fonti Caposele, in provincia di Avellino) verso la Puglia tali da lasciare a secco un milione e trecentomila pugliesi.

Epilogo: nello stesso giorno (giovedì) in cui il commissario straordinario per il cantiere della galleria Pavoncelli bis, Roberto Sabatelli era in «missione» a Roma da Lupi insieme all’ex sottosegretario lucano Guido Viceconte (Nuovo centrodestra), il governatore della Puglia, Nichi Vendola (Sinistra ecologia e libertà), con il suo assessore al Bilancio, Leonardo Di Gioia (già montiano di Scelta civica), e il capo di gabinetto Davide Retribuzione Commissario DelegatoPellegrino ottenevano da Lupi la rassicurazione sperata. Ovvero: il cantiere della mega-condotta da 163 milioni di euro già disponibili e spendibili (a detta di Sabatelli) procederà regolarmente grazie a un decreto legge di proroga del commissariamento fino al completamento dell’opera stessa. Grazie al lavoro di squadra (in questi casi si usa servirsi di termini come bipartisan o trasversalità) Lupi si è impegnato a portare il provvedimento all’attenzione del prossimo Consiglio dei ministri («non quello di ieri perché il ministro era impegnato altrove», chiariscono all’unisono Vendola, Di Gioia e Pellegrino).

Non altrettanto di squadra, tuona Vendola, pare abbiano giocato i deputati pugliesi. Il presidente punta il dito sui dieci pugliesi del Pd che hanno votato a favore. Ma andando a consultare gli atti parlamentari ci si accorge che la Puglia parlamentare si è espressa anche in questo caso trasversalmente. Tra i presenti al voto hanno detto sì cinque deputati M5S, due di Forza Italia, uno del gruppo misto e uno del Nuovo centrodestra. Così, con il solo voto contrario del deputato Nichi Vendolapugliese di Sel, all’interno del decreto Milleproroghe è passato l’emendamento d’iniziativa Lega Nord-Movimento Cinque stelle che ha di fatto anticipato al 31 marzo la cessazione della stagione emergenziale – e conseguentemente del commissario – cancellando la stazione appaltante della realizzazione della galleria Pavoncelli-bis. Con la stazione appaltante è stata sostanzialmente negata la possibilità di proseguire. Ora parte il conto alla rovescia in attesa del decreto legge di proroga del commissariamento promesso da Lupi a Vendola. Con la speranza che, in questa fase finestra, l’azienda appaltatrice si fidi delle promesse e, nell’attesa, non decida di passare ai dati di fatto aprendo un altro (sarebbe almeno il terzo – ciascuno introdotto da un’azienda diversa – da quando la vicenda della Pavoncelli-bis è cominciata) contenzioso.

«Chi ha oggi (ieri, ndr) espresso opinioni molto roboanti – ha confermato Vendola polemizzando con Presidenza consiglio dei ministrichi ha lanciato l’allarme Pavoncelli-bis – ha ignorato il fatto che il Parlamento aveva votato la soppressione dell’istituto del commissario. Chi grida dopo, dovrebbe accorgersi prima dei problemi, e magari spiegare ai deputati del suo partito che non devono votare a favore di un emendamento della Lega Nord. Non si può avere una lingua a Bari e una a Roma, perchè questo si chiama lingua biforcuta».

In mattinata, convinto com’è che certe questioni vadano trattate carte alla mano (scripta manent), il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, si era portato avanti con il lavoro scrivendo una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e al ministro Lupi. «La “Pavoncelli” – si legge – risale ai primi del ‘900 ed è rivestita in muratura e calcestruzzo non armato. Un evento infausto, un crollo, un terremoto nella zona dell’infrastruttura, danneggiata pesantemente dal sisma del novembre 1980, provocherebbero l’interruzione dell’apporto idrico dalla Campania alla Puglia, condannando alla sete un terzo dei Pugliesi». Quindi la richiesta di un’urgente proroga del commissariamento. La parola a Lupi e al prossimo Consiglio dei ministri.
di Giuseppe Armenise

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