Acqua Blog Ecologia Informazione News Salute Turismo

Il silenzio delle (trote) innocenti

Un'immagine inquietante del Sele tinto di bianco

Di Concita Meo  – io ho un sogno   blog-

Un’immagine inquietante del Sele tinto di bianco

Il letto del fiume è come un letto di morte dentro cui sono accalcati i cadaveri. L’acqua è bianca. Bianca e probabilmente velenosa.

Ciò che sta accadendo negli ultimi giorni a Caposele è perlomeno inquietante. Il fiume Sele si è improvvisamente tinto di bianco, prima di lasciare morte ovunque decine e decine di trote. Scioccante, inquietante, certo.

Qualcosa in grado di virare cromaticamente l’acqua al bianco, è stato sversato nel fiume. Questo è l’unico dato di fatto certo. Anzi no! L’altro dato di fatto certissimo è che centinaia di trote, appunto, sono state rinvenute, lunedì mattina, l’ungo il corso d’acqua. Morte. Così in un attimo tutti i dubbi e i timori sono diventati realtà: il rischio di una grave tragedia a tutto l’ecosistema fluviale del Sele, si è materializzato sotto i nostri occhi.

Oggi quantificare i danni è estremamente difficile, non si conosce ancora l’effettiva causa e la vera entità di tale disastro. Ma procediamo con ordine, elencando gli eventi che si sono susseguiti fino ad oggi.

 

1382195_361709077297173_336917622_n

Il mosaico pubblicato da Caposele Cinque Stelle

 

Tutto ha inizio con la pubblicazione di una serie di foto,  lo scorso giovedì 3 ottobre, sulla pagina Facebook del Movimento Cinque Stelle di Caposele. Il Fiume Sele, all’altezza del parco fluviale, aveva distintamente subito una trasformazione: le sue acque, chiare, trasparenti, cristalline, avevano assunto un colore bianco, lattescente.

Gli utenti che gestiscono questo profilo, hanno sin da subito sottolineato che questo fenomeno si era già verificato qualche mese fa e evidenziavano le loro preoccupazioni sulle ripercussioni che questo ennesimo episodio avrebbe potuto avere sulla flora e sulla fauna fluviale.

Immediatamente, i loro timori sono diventati i nostri, quelli di tutti coloro che hanno a cuore la tutela la salvaguardia del Fiume, del suo habitat. Una riunione con la nostra associazione “Uniti nella Valle” e la decisione di intervenire con una interrogazione al Sindaco.

Venerdì 4 ottobre, abbiamo presentato una richiesta ufficiale di accertamento sulle cause dell’intorbidamento delle acque nell’alveo del fiume. Si richiedeva ufficialmente di vigilare e soprattutto di rendicontare ai sottoscrittori della richiesta, cosa fosse avvenuto, e predisporre tutti gli atti per chiarire questo anomalo fenomeno dalle cause non proprio naturali.

Il sindaco ci ha ricevuti (la sottoscritta e Mimma Feniello) nel suo ufficio, alla presenza dell’assessore Salvatore Conforti e del consigliere Pietro Cetrulo. Tutti hanno  tenuto a sottolineare quanto fosse importante fare chiarezza sulla vicenda da parte di questa amministrazione, promettendo di farci pervenire al più presto una relazione sulle cause dell’accaduto.

Il consigliere Cetrulo, dopo aver parlato telefonicamente con uno degli ingegneri responsabili del cantiere alla Pavoncelli, ha ipotizzato che, una delle cause dell’ intorbidamento delle acque potesse essere stata la frantumazione della roccia calcarea, o fenomeni piovosi verificatisi nei giorni precedenti. Ci ha proposto di fare una campionatura dell’acqua e farla analizzare, a nostre spese.

Una successiva visita, presso il cantiere, ci ha però messo uno strano senso di agitazione, in quanto le versioni sulle cause dell’”acqua bianca”, erano stranamente diverse, a seconda dell’interlocutore. Addirittura, il responsabile del cantiere, ci diceva che nessuna roccia calcarea era stata al momento frantumata. I lavori sarebbero iniziati da lì a  qualche giorno.

Intanto due tubature poste ai lati dell’alveo, attiravano la nostra attenzione, in quanto sversavano un liquido biancastro direttamente in acqua. Alle nostre domande, ancora esitazioni e versioni discordanti. Siamo andate via di lì con più dubbi di quanti non ne avessimo in precedenza.

La foto incriminata, nella quale (indicati dalle frecce) spuntano dei flussi sospetti che sverserebbero liquido di strano colore nell'acqua evidentemente già intorbidata

La foto incriminata, nella quale (indicati dalle frecce) spuntano dei flussi sospetti che sverserebbero liquido di strano colore nell’acqua evidentemente già intorbidata

Lunedì 7 ottobre, la tragica notizia della moria di centinaia di trote rinvenute lungo il corso del fiume. Non si vuole pensare a tutti i costi che questo triste fenomeno sia consequenziale al primo ribattezzato “fenomeno dell’acqua bianca”, ma qualcosa è sfuggito di mano. Sì, perché di mano umana stiamo purtroppo parlando.

Rabbia, tristezza, delusione, vergogna: che dire, queste sono le classiche cose che ti lasciano senza parole. Si è fatto tanto per ripopolare il fiume di questi esemplari … ed eccole lì, centinaia di trote fario, la specie autoctona del Sele, tutte morte.

Le abbiamo viste galleggiare a filo d’acqua,  portate via dalla corrente del fiume, le abbiamo viste sul fondale, le abbiamo viste incastrate tra i detriti, quasi a voler restare aggrappate a quel luogo che le ha viste nascere e, in un attimo ucciderle, lasciarle morire in modo tanto atroce e senza via di scampo. Una mattanza, ha detto qualcuno.

Alcune delle trote rinvenute tristemente morte

Alcune delle trote rinvenute tristemente morte

In località “Rena Bianca”, dove è scattato l’allarme da parte di un pescatore, si sono ritrovati i soci del Gruppo Attivo, che subito hanno allertato le autorità competenti. Carabinieri, vigili urbani, ASL, Guardie Ambientali e Forestali, tutti a cercare di capire cosa fosse realmente successo. Da un primo accertamento da parte dell’ASL, sembrerebbe che la causa della morte sia avvenuta per avvelenamento da materiali litoidi e calcarei rinvenuti nelle branchie, ma ovviamente sono state prelevate le carcasse e diverse campionature di acqua,  per poter effettuare tutte le analisi e gli accertamenti del caso. Esposti e segnalazioni varie sono state fatte alla Procura della Repubblica affinché venga fatta piena luce su quanto avvenuto e accertare ogni responsabilità.

Noi non vogliamo che si strumentalizzi anche questo spiacevole episodio a fini politici, visti i crescenti malumori che si “leggono” nelle ultime ore su Facebook, ma non si può far a meno di sottolineare che, se si ha veramente a cuore il territorio, l’ambiente, l’ecosistema fluviale, bisogna scuotersi  e smetterla di credere che tutto sia a posto,  a voltarsi continuamente dall’altra parte, facendo finta che la cosa non ci riguardi. Qua, qualcosa non ha funzionato. Qua, qualcosa è sfuggito dalle mani dell’uomo. Volontariamente o accidentalmente, questo verrà chiarito nelle sedi opportune.

Aspettando di conoscere con certezza a chi o a che cosa ascrivere le responsabilità di questi eventi, affidiandoci agli enti competenti e alle istituzioni, nel frattempo continuiamo a controllare, vigilare e facciamolo insieme, visto che le prerogative e gli scopi sono comuni. Basta accuse infondate. Almeno in questi eventi straordinariamente spiacevoli uniamo forze, competenze e mezzi, senza rancori o ipocrisie. Iniziamo con il rispetto reciproco e di tutto ciò che ci circonda.

Concita Meo

Lascia un commento